In questa seconda parte della nostra corsa ciclistica preferita troviamo la storia più recente del Giro, quella che arriva fino al nostro presente, quegli anni dei grandi campioni che tutti conosciamo, dalla fine del mito Bartali/Coppi, al più moderno Gimondi.

Gli anni dal 50’ al 60’

Nel 1950 lo svizzero Hugo Koblet si aggiudicò la corsa, divenendo il primo corridore straniero a vincere il Giro d’Italia. Altri successi andarono a Magni e a Coppi dopodiché fu nuovamente un corridore svizzero, Carlo Clerici, a vincere la “Corsa rosa” nell’edizione 1954 grazie a un’inaspettata “fuga bidone” nella prima settimana di gara, all’Aquila. L’ultimo successo dell’epoca d’oro andò a Fiorenzo Magni. Durante questi anni il Giro iniziò e terminò quasi sempre nella città sede della Gazzetta dello Sport, ovvero Milano, eccetto nelle edizioni del 1949, dove la partenza fu fissata a Palermo e l’arrivo a Monza, nel 1950 dove l’arrivo fu previsto a Roma e nel 1954 quando fu ancora Palermo sede di partenza del Giro. Tra il 1949 e il 1953 la corsa, allora molto seguita, fu anche oggetto di un celebre programma radiofonico parodistico, il Giringiro di Garinei e Giovannini. Risale invece al 1948 il film Totò al Giro d’Italia, che vede la partecipazione anche di numerosi campioni di ciclismo dell’epoca.

Dalla seconda metà degli anni Cinquanta cominciarono ad intensificarsi i risultati ottenuti dai ciclisti stranieri, tra cui spiccano le vittorie del lussemburghese Charly Gaul e del francese Jacques Anquetil. Gaul vinse il suo primo Giro nel 1956: risale proprio a quell’edizione la celebre tappa da Merano al Monte Bondone, vinta dallo scalatore lussemburghese al termine di cinque salite, pioggia, neve, vento e gelo e più di nove ore in sella.

IL Grande Gimondi

IL Grande Gimondi
IL Grande Gimondi

Nel 1967 incominciò per il Giro una nuova era, quella della rivalità tra il “Cannibale” belga Eddy Merckx e l’italiano Felice Gimondi. Merckx vinse cinque Giri in sette anni (1968, 1970, 1972, 1973 e 1974), mentre Gimondi trionfò in tre occasioni, nel 1967, 1969 (dopo la squalifica del rivale) e 1976, concludendo anche due volte secondo e quattro volte terzo; è proprio di Gimondi il record assoluto di podi al Giro, nove. In mezzo alle vittorie dei due campioni, arrivarono i successi dello svedese Gösta Pettersson nel 1971, di Fausto Bertoglio sullo Stelvio nel 1975 (in entrambe le occasioni, complice l’assenza di Merckx) e a seguire quelli dei belgi Michel Pollentier e Johan De Muynck nel biennio 1977-1978. In questo periodo la città destinata ad ospitare la partenza fu cambiata annualmente, e solo in due edizioni Milano ospitò l’inizio della corsa; anche la località di arrivo fu variata in diverse edizioni, ma nella maggior parte dei casi fu mantenuta a Milano. Nel 1973 il Giro partì per la prima volta dal Belgio, con cinque tappe che toccarono anche Paesi Bassi, Germania Ovest, Lussemburgo e Francia, i paesi fondatori della Comunità economica europea.